COSA VEDERE A CELLENO (Viterbo)

 

Chiesa S. Maria del Soccorso, detta "Chiesola"

La suddetta Chiesa sotto il titolo di S. Maria del Soccorso, volgarmente chiamata la Chiesola, è posta e situata nella valle di questa terra di Celleno, distante un mezzo miglio in circa.
Situata in mezzo
delle terre che spettano a detta Chiesa...”Fu fatta edificare prima dell'anno1520  per  la devozione di una  popolana scampata dalla persecuzione del demonio
che si era impossessato della
sua anima e la tormenta quindi, successivamente liberata. In detta Chiesa vi è un solo altare con un Crocefisso tramezzato da due altre figure rappresentanti la Madonna SS. e S. Giovanni dipinti in tavola che troneggiano nell'altare stesso. Sul muro appare anche dipinto Gesù Cristo in braccio della Madonnina Santissima.
Dalla descrizione, molto particolareggiata,
è evidenziata anche un'altra pittura, a fianco della Crocifissione e che rappresenta la figura della Madonna Santissima in atto, con una mazza in mano, di dare fuga ai Demoni, che si vedono scolpiti con l'effige di una creatura, che con uncini
si vede a forza dai demoni essere portata via, e sotto detta rappresentazione è la scritta: "questa Grazia di S. Maria del Soccorso è fatta per voto delli spiriti che stando in questo luogo, per Grazia sua non ci sono più dal 1520". Detta Chiesa era dotata anche di un campaniletto a vela con sua campana,del peso di 100 libre, fatta nell'anno 1624, secondo la iscrizione che vi si leggeva intorno.
La Chiesa aveva annessa anche due stanze a comodo del guardiano e, in una di esse, vi era un forno a legna, per cuocere il pane. La Festività in detta Chiesa si è celebrata fino agli anni 60, ininterrottamente nella quarta domenica di settembre, con il concorso di tutta la popolazione di Celleno.

Da circa venti anni detta festa è stata interrotta, ed ora (anno 2004) per volontà della popolazione e dell’amministrazione comunale e delle Associazioni tutte verrà ripristinata nella stessa data.

 

Castello Orsini

Dall'interno delle cinte muraria si accedeva all'esterno per mezzo della strada detta del Ponte che attraverso la porta della città,per molti secoli unico ingresso scavalcando il fossato ,si collegava con la piazza dell'antico Comune.
Il castello sorto in posizione di controllo su questa strada e sulle attività economiche ad essa connesse ha influenzato la forma urbana nella disposizione detta a fuso e la sua conseguente fortificazione. L'impostazione difensiva è caratterizzata da una semplice cortina -orientata a Nord/Est,con un altezza superiore a 10 m.
La difesa avveniva attraverso il tiro piombante e di fiancheggiamento,praticato dalle torri. L'unica feritoia esistente nella torre piccola è infatti rasente alla cortina che a sua volta presenta due balestriere e tre arciere per tiro frontale.

Dall'interno del ponte levatoio si accede ad una galleria posta a livello originario,quattro metri sotto l'attuale quota del fossato  che segue l'andamento planimetrico del castello.Questa si interrompe ai limite della cinta muraria,serviva agli arcieri per il tiro radente.Sette feritoie sono poste lungo il fossato in modo di coprire il fronte d'attacco e di difesa.

 XIII sec.: In questi anni avvenne la seconda fase di costruzione del castello che modificò, ampliò, trasformò il progetto iniziale della primitiva fortificazione,in funzione del necessario adattamento all'evolversi "delle strategie difensive. L'impianto plani- metrico quadrilaterol6, tipologia ben precisa e consolidata in tutta Italia in quel periodo, , si andava adeguando all'esigenza di riutilizzo di una struttura preesistente. La genesi formativa fa perno sulla torre grande già esistente, rafforzando il fronte opposto con la torre piccola, posta d'angolo (torre "B"), e collegando tra di loro le due torri con camminamenti di ronda. Attualmente un evidente stravolgimento del lato verso il borgo esterno ha cancellato ogni traccia degli elementi caratteristici della difesa (merli, feritoie, caditoie, ecc.), tranne l'imponente cortina muraria che in origine era della stessa  altezza 'del versante interno Nord-Est.
Di difficile interpretazione sono la distribuzione dei percorsi e le vie d'accesso ai cammina menti, a causa delle lacune dovute a demolizioni avvenute nel corso dei secoli. Gli stessi camminamenti, per esempio, non sono in comunicazione diretta con la torre piccola, come invece sarebbe logico pensare, Il collegamento verticale tra cortile e  camminamenti doveva quindi avvenire o con scale di legno, o più verosimilmente  tramite la torre grande che, funzionando da perno distributivo, metteva in relazione tra  loro le strutture  difensive. Dall'osservazione  del cortile interno, e dall'altezza originaria  della muratura si intuisce l'esistenza di strutture lignee che permettevano la fruizione  dell'intera sommità perimetrale del complesso ( La stessa torre piccola a pianta rettangolare (4,80 x 4,50) era certamente più alta, almeno di un livello, come suggerisce l'analisi della muratura in situ negli spazi tra le mensole.
 

( tratto dal sito http://www.arpiacellenese.it/ )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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