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COSA VISITARE A CAPENA (Roma)

Palazzo dei Monaci
XIV Sec. La costruzione del palazzo abbaziale presenta diverse fasi. In quella più antica, alto-medievale, l'edificio terminava con l'utilizzazione del muro romano in opera quadrata come sistema difensivo. L'unico punto di accesso era costituito dall'arco in peperino a sinistra. La seconda fase è di epoca rinascimentale come risulta dalla data sulla bugna del portale d'ingresso:1599
Il Palazzo Comunale
Nel palazzo comunale sono conservati alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi effettuati negli anni 1930-31 nella zona del Castellaccio dagli ex combattenti di Leprignano. Tra questi vi sono due basi di marmo con iscrizione onoraria che sono collocate ai piedi della scalinata interna di accesso.
Varia Italia La base qui a sinistra, di forma parallelepipeda, è incorniciata da una cimasa che si articola dall'alto verso il basso in listello, scozia, listello, gola diritta, listello, gola rovescia, cavetto. Il dado, grezzo sul retro, è ornato sul lato destro da una patera. La posizione di quest'oggetto, frequentemente rappresentato sulle are, è fissa perché deriva dalla collocazione che il sacerdos assumeva davanti agli altari durante il sacrificio. Sul lato anteriore, entro uno specchio epigrafico riquadrato da un listello e da una gola rovescia, si legge il seguente testo:
Variae Italiae Pacati Fausti sacerdotI et cultrIci Cereris et Veneris dignissimae ob merita eius decuriones augustales honorati et vicani pecunia collata posuerunt eique locum publice censuerunt
La base fu posta dai decuriones - membri del senato locale -, dagli augustales - addetti al culto di Augusto e della famiglia Julia -, dagli honorati - dignitari dei collegi professionali - e dai vicani - abitanti dei villaggi circostanti - in onore di Varia Italia moglie di Pacatius Faustus, nota per i suoi meriti, addetta al culto di Venere e Cerere. La devozione a Cerere è testimoniata a Capena da altre 2 basi iscritte: la prima fu trovata sul Catellaccio dal Galletti e contiene una dedica a Flavia Amnia sacerdotessa di Cerere; la seconda risalente al 256 d.C., fu rinvenuta durante gli scavi degli ex combattenti come quella in oggetto e ricorda Julia Paulina addetta al culto di Cerere, successivamente abbinato a quello di Venere. L'unione del culto di Cerere con quello di Venere compare in altri testi epigrafici. Non sono note attestazioni della gens Varia nel territorio capenate, mentre una sacerdotessa Varia è menzionata in una iscrizione rinvenuta nel territorio di Corfinium. Il cognomen della dedicataria dell'epigrafe era particolarmente diffuso secondo il Kajanto, presso gli schiavi. Ve ne sono attestazioni a Forum Livii, Mutina, Asisium, Ausimum, Allifae. Nel caso esaminato non è possibile stabilire se la sacerdotessa Varia Italia fosse liberta in quanto il testo epigrafico non contiene alcuna indicazione della sua origine servile. La sua identità è ulteriormente precisata dalla menzione del nome del marito Pacatius Faustus. La gens Pacatia è attestata a Capena in due epigrafi: la prima rinvenuta sul Castellaccio, contiene una dedica a L. Pacatio Tyranno da parte dei decurioni, degli augustali, dei vicani, dei suoi liberti ed è riferibile al 162 d.C.; la seconda, rinvenuta nella località Pianta La Casa presso lo stesso Castellaccio, contiene una dedica sepolcrale a due liberti di L. Pacazio Tiranno ed è databile nello stesso ambito cronologico della precedente. Tali attestazioni nonché l'assenza dell'indicazione della tribù rendono possibile l'ipotesi che Pacazio Fausto fosse liberto della gens Pacazia, proprietaria di fondi nel territorio Capenate. Dalle considerazioni su esposte, la base onoraria dedicata a Varia Italia, può trovare collocazione cronologica nell'ambito della seconda metà del II secolo d.C. Giordano III Questa base fu posta dai Capenates foederati in onore dell'imperatore Giordano III tra il 238 ed il 239, come indica la menzione della sua seconda tribunicia potestas. La locuzione Capenates foederati, che compare anche in altre iscrizioni, secondo alcuni, si riferisce al rapporto di alleanza di Capena con Roma; altri sostengono che indichi la federazione dei centri abitati (vici) che formavano il municipium...