COSA VEDERE A CANALE MONTERANO (Roma)

 

L'Eremo
Nei primi del '600 gli Orsini di Bracciano e di Monterano, da poco proprietari anche di Oriolo, Vejano e Rota, manifestarono la loro intenzione di favorire la costruzione di un eremo sul monte Sassano. In particolare Virginio Orsini, frate carmelitano e figlio dell'omonimo duca, rinunciò ai suoi beni e impose al fratello, Paolo Giordano, l'onere di donare all'ordine religioso dei Carmelitani Scalzi una consistente somma di denaro per avviare la costruzione dell'eremo. I lavori, iniziati nel 1651 ebbero termine nel 1668. Il convento si presentava come un'imponente costruzione a pianta rettangolare. Nel primo piano erano sistemate le dodici celle dei frati, nove stanze per gli ospiti, i luoghi di preghiera e i servizi (cucina, refettorio, la dispensa, la libreria, la sala per le conferenze). All'interno della costruzione si apriva un ampio chiostro. L'eremo divenne presto anche una fiorente azienda agricola con terreni seminativi, orti, vigne, frutteti, stalle e ricoveri per il bestiame. Furono inoltre attivati due impianti industriali, una cava di pietra e una fornace di laterizi che rimase attiva fino al 1951.

Il Convento
La chiesa e il convento di San Bonaventura, progettati dal Bernini, furono realizzati fra il 1677 e il 1679 sotto la direzione di Mattia de Rossi. La chiesa, a pianta centrale, presentava quattro cappelle laterali e nella parete absidale si aprivano due porte di collegamento con le sacrestie e il convento. La facciata era semplice con quattro pilastri dorici a sostegno dell'architrave e del frontone triangolare; ai lati si innalzavano due campanili. La copertura sormontata da una lanterna era internamente a cupola ed esternamente a tetto ottagonale.
Il convento, unito alla chiesa, aveva pianta rettangolare con il braccio occidentale incompleto mentre nella parte centrale si apriva il cortile circondato da un grande portico.
Le vicende del convento furono piuttosto curiose. Il fabbricato, pur pregevole e comodo, cambiava continuamente inquilini ed era comunque abitato malvolentieri. Venne inizialmente realizzato per i frati delle Scuole Pie, che però non raggiunsero mai Monterano, forse per un disaccordo con gli Altieri o per l'ubicazione disagevole. Vennero allora ospitati gli Agostiniani Scalzi che però furono allontanati una ventina d'anni più tardi poiché non celebravano le messe di suffragio in numero pattuito. Li sostituirono i sacerdoti secolari che però furono dimessi nel 1719 perché troppo costosi, e il convento venne affittato agli eremiti del Senario. Infine i nuovi inquilini si lamentarono dell'aria insalubre del luogo e acquistarono una residenza estiva nel vicino paese di Canale, ma rimasero fedeli al convento per circa 80 anni, fino alla distruzione dell'intero abitato.

Il Palazzo e le fontane
Il palazzo feudale dominava la cittadella fortificata. Costruito nel periodo dell'alto medioevo, fu più volte rimaneggiato e trasformato nel corso dei secoli successivi.
Alla fine del '600 la facciata fu mirabilmente ordinata su progetto del Bernini. Le due torri, circolare quella di destra e quadrata quella di sinistra, furono collegate da una loggia a sei arcate sistemate a finto rudere, a imitazione degli archi del vicino acquedotto. Sotto la loggia fu costruita una fontana veramente geniale, appoggiata alla base rocciosa che sosteneva le mura portanti del palazzo. Alla sommità della scogliera venne collocato un leone di pietra, raffigurato nell'atto di scuotere la roccia con una zampa per far sgorgare un'abbondante cascata d'acqua che precipitava tra gli scogli e si raccoglieva in una vasca bordata da grandi massi. L'effetto scenico doveva essere di notevole suggestione.
Altre opere degne di nota all'interno della cittadella fortificata erano la cattedrale alto-medioevale di S. Maria, la chiesetta probabilmente dedicata a San Rocco sulla piazza principale, e il belvedere sul lato nord del palazzo che dominava la valle del Mignone.
Nel lato orientale si ammira il doppio ordine di archi dell'acquedotto che attraversava la piccola valle antistante le mura cittadine e anche una mostra d'acqua a cinque cannelle, posta alla base dell'arcata nel luogo dove ora sorge il fontanile rurale.

 

( tratto dal sito http://www.monterano.it/antica.htm )

 

 

 

 

 

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