COSA VEDERE A BRACCIANO (Roma)

 

Il Castello Orsini Odescalchi

 

 

Il Castello di Bracciano, imponente costruzione che alza la sua grigia mole sulle case della cittadina e che vigila dall'alto lo specchio del lago, fu eretto, incorporando la precedente rocca dei Prefetti, attorno al 1419 da Napoleone Orsini, signore del luogo e appartenente a una di quella potenti famiglie romane i cui destini a lungo si intrecciarono con la storia del Papato.

Ha pianta irregolare con poderose torri cilindriche, costruite con grandi blocchi squadrati di lava basaltica di colore grigio-nerastro, che serrano le cortine a due ordini di finestre crociate; in alto corre il cammino di ronda, merlato e su sporti a beccatelli.

Il castello è formato da due corpi quadrangolari ben distinti, collegati tra loro da cortili e da un edificio centrale; il corpo orientale, a ridosso del borgo e del lago, è la parte più antica risalente al XII secolo.

Nel 1419 questa parte più antica (n.d.r antica rocca dei Prefetti) passò alla famiglia Orsini, cedutagli con un atto di investitura da Papa Martini V, che stabiliva una paga annua simbolica di un avvoltoio.

Quella degli Orsini era una delle due grandi famiglie feudali di Roma, i cui possessi si estendevano dalla Puglia agli Abruzzi, dal Lazio alla Campania. Gli Orsini erano in conflitto perpetuo con l'altra grande famiglia romana, quella dei Colonna. Le due famiglie controllavano gran parte della città di Roma e le tenevano in uno stato di latente guerra civile.

Divenuto signore di Bracciano, grazie all'appoggio papale, Napoleone Orsini iniziò i lavori di ampliamento e di rifacimento del castello, per farne una roccaforte moderna e insieme una residenza degna del suo nome. All'antica struttura ne aggiunse una nuova, costruita secondo i canoni militari della seconda metà del Quattrocento, un'età di transizione nello sviluppo delle armi e delle tecniche difensive. In questo senso il castello è un ibrido ben riuscito.

Il figlio di Napoleone, Gentil Virginio Orsini, educato alla corte di Napoli, cognato di Lorenzo il Magnifico, completò l'opera curando soprattutto l'aspetto decorativo e avvalendosi del consiglio e dell'opera di artisti e architetti, tra i quali il senese Francesco di Giorgio Martino

È grazie ai particolari e alle rifiniture di questa seconda fase che il carattere severo e cupo della costruzione acquista tratti di inaspettata eleganza. 

Con Gentil Virginio il castello di Bracciano divenne la principale residenza della famiglia e una delle grandi corti rinascimentali dell'Italia centrale.

Alla base della torre est si apre l'entrata del castello: nel vano d'ingresso una larga scala a chiocciola conduce allo studio e alla biblioteca detta anche sala "papalina", per aver ospitato nel 1481, Papa Sisto VI, alla ricerca di un luogo lontano dalla peste che in quel periodo flagellava Roma. 

Tra le altre sale ricordiamo quella di "Umberto I", illustre ospite che soggiorno nel castello intorno al 1900, quella degli Orsini, del trittico,  del Pisanello, dei Cesari, d'Isabella e di Ercole.    

Il complesso, che in qualche modo ricorda per la sua imponenza e l'insistita presenza delle ancora alte torri Castel Nuovo di Napoli e il Castello di Ivrea, rivela la perfetta fusione fra architettura castellana e civile, caratteristica questa sottolineata dalla grandiosità e dalla ricchezza degli interni molti dei quali decorati da Antoniazzo Romano e aiuti e dai fratelli Zuccari.

Teatro di fatti d'arme e di fastose cerimonie di corte, l'edificio passò nel 1696 agli Odescalchi, quindi ai Torlonia e ancora agli Odescalchi che, sul finire del secolo scorso, lo restaurarono e lo completarono con mobili dell'epoca e raccolte d'arte.

Oggi il castello, infatti, viene chiamato degli Odescalchi dagli ultimi acquirenti che lo comprarono.

 

( tratto dal sito http://www.comunedibracciano.it/Default2.htm  )

 

 

 

 

 

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