COSA VISITARE A BORBONA (Rieti)

 

 

IL PATRIMONIO ARTISTICO

Le opere d'arte conservate nelle chiese del paese sono anche le tracce della sua storia: i frammenti di trabeazione in S. Giuseppe possono essere i resti della chiesa medioevale citata nella Bolla del 1153; la lastra con Majestas Domini della parrocchiale è databile alla fine del 1100, quando il territorio entra nei possedimenti della Chiesa (1198).La croce di Borbona (1320/30 c.) doveva essere una delle 'più de novanta cruci' che Buccio da Ranallo vide riunite a L'Aquila nel trecento. Sopravvissuta con poche altre al gruppo delle croci monumentali conservate nei santuari angioini del territorio aquilano, doveva essere stata creata per la medioevale S. Croce dalla quale probabilmente passò all'attuale parrocchiale.
Il primo cinquecento borbontino è documentato dall'affresco in S. Anna con S. Antonio da Padova e S. Rocco (1490-1500), attribuibile al Maestro della Madonna della Misericordia attivo a fine secolo nella vicina Amatrice, e dall' interessante corpus di sculture dell'ambito di Silvestro dell'Aquila nel quale figurano la Madonna in terracotta di Carlo dell'Aquila del 1522 e la S. Anna lignea della chiesa omonima.
Al periodo storico del governo di Margherita d'Austria risalgono la singolare Crocifissione della parrocchiale, databile agli anni '80 del 1500, che è una significativa variante da un dipinto di Stradano del 1569 conservato a Firenze in SS. Annunziata, l'eccentrico rilievo paganeggiante con la figura mitologica di
Baubo, già identificata dall'archeologo Firmani, e gli sparsi resti architettonici della rocca. Il seicento è rappresentato a Borbona da opere di grande suggestione: l'Ecce Homo in San Giuseppe è una copia di grande qualità del dipinto di Ludovico (o Agostino) Carracci del 1586 conservato a Genova a Palazzo Durazzo; la Crocifissione
dell'altare maggiore in S. Croce è opera di un intenso pittore che ha collaborato con Simon Vouet a Roma, in in San Lorenzo in Lucina, nel 1623; i rovinati affreschi del convento di S. Anna e la pala d'altare di S. Maria Assunta, della metà del secolo, sono opere di Vincenzo Manenti e della bottega nella quale operava forse anche il figlio Scipione. Dopo il terremoto del 1703, negli anni '30, un geniale stuccatore ancora da identificare realizza lo scenografico altare barocco della parrocchiale, dove figura una magnifica immagine della santa patrona del paese, S. Restituta.

Le Chiese

Nel medioevo esistevano già nella zona dell'attuale Borbona due chiese, documentate dalla bolla di Anastasio IV del 1153: la pieve di Santa Croce in Burbone, abbandonata nel 1500 perché ormai fatiscente, e l'attuale santuario di S. Maria del monte che sovrasta Borbona dall'alto, distrutto dal terremoto del  1703 e ricostruito. Nella terra alta, La Lama, troviamo la monumentale parrocchiale di S. Croce e la preziosa S. Anna. L'interno della parrocchiale è arricchito dallo spettacolare altare barocco del 1700 che ospita una splendida immagine della santa patrona del paese, Santa Restituta. Oltre agli interessanti dipinti del 1500 e del 1600 la chiesa conserva un importante rilievo forse proveniente dall'antica chiesa medievale scomparsa. All'esterno è murato un rilievo  tardo cinquecentesco con Baubo, sicuramente proveniente da una fontana della rocca. S. Anna è sopravvissuta integra, con il suo raro insieme decorativo, al terremoto del settecento. Edificata alla fine del 1400, è stata successivamente arredata nel 1600 con altari lignei e con il grande soffitto ornato. Recentemente è tornato alla luce un affresco del primo periodo della chiesa, un S. Antonio da Padova che documenta la locale tradizione francescana con un San Rocco che allude alla peste così frequente nel reatino in quegli anni. Adiacente a S. Anna è ancora visibile il convento secentesco, purtroppo ormai inagibile, affrescato da storie francescane dipinte dalla bottega di Vincenzo Manenti. A valle due chiese raccolgono altre importanti memorie artistiche del paese:In S. Giuseppe sono murati i suggestivi resti medioevali delle chiese scomparse, mentre la Madonna in terracotta attribuita a Carlo dell'Aquila, dei primi anni del 1500, e l'Ecce Homo da Ludovico Carracci testimoniano un passato importante ancora in gran parte da studiare. In S. Maria Assunta, una chiesa cinquecentesca rielaborata nel 1800, è visibile sull'altare un dipinto che oggi è possibile attribuire a Vincenzo Manenti e bottega, ma la chiesa conserva soprattutto il monumento artistico più importante del paese, la Croce di Borbona, la croce processionale in argento dorato che fu creata, nei primi decenni del 1300, in quel regno angioino di cui Borbona faceva parte.  Nella campagna che circonda il paese sopravvivono tre piccole chiese rurali, S. Croce alla pineta, S. Michele Arcangelo e S. Restituta, un luogo caro alla devozione dei borbontini che nel 1637 ne permisero il restauro con una pubblica raccolta di fondi.
Il parroco don Ernesto Pietrangeli è l'appassionato custode e l'attento studioso di queste chiese di Borbona. In collaborazione con Roberto Mancini ha svolto un' accurata ricerca sulle Visite pastorali di Borbona.

 

( tratto dal sito http://www.comune.borbona.rieti.it/ )

 

 

 

 

 

 

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