COSA VISITARE A  BASSANO ROMANO (Viterbo)

 

 

Palazzo Giustiniani-Odescalchi

Il Palazzo, così come oggi si presenta, è il risultato delle trasformazioni operate sul primitivo castello degli Anguillara nei primi anni del '600.

Risale all'epoca degli Anguillara il piano interrato e il piano terra che presenta una planimetria a C aperta con vista sui gradini all'italiana, secondo i canoni architettonici del '500.

Da un'analisi stilistica dei motivi architettonici (cornici, marcapiani, aperture, impostazione planimetrica) possiamo attribuire la progettazione alla scuola dei Sangallo. Il portale di ingresso a "bugnato" è simile al portale del palazzo Farnese a Roma progettato da Antonio da Sangallo il giovane.

Nel 1595 il palazzo diviene proprietà della famiglia Giustiniani. Vincenzo Giustiniani, grande mecenate e collezionista d'arte, inizia i lavori di trasformazione e completamento del complesso architettonico, aggiungendo alle strutture preesistenti il piano nobile collegandolo con i giardini all'italiana tramite un ponte levatoio e attuando l'ampliamento dei giardini con un casino di caccia e un parco ricco di fontane, viali e giochi d'acque.

Il cortile è affrescato con scene di trionfi e allegorie da Antonio Tempesta nel 1604, oggi tali affreschi sono in pessime condizioni. Dal cortile per mezzo di una scalinata si accede al loggiato affrescato con grottesche della scuola degli Zuccari. Nelle nicchie erano collocate statue antiche, e in quella più grande della parete di fondo troneggia la statua di un imperatore romano. Dal loggiato si accede al piano nobile costituito da 12 saloni affrescati.

Gli affreschi dell'ala Sud sono opera di Bernardo Castello (1605) "Amore e Psiche"; quattro sale intitolate alle stagioni sono opera della scuola degli Zuccari e presentano richiami stilistici agli affreschi di Caprarola. Quelli dell'ala Nord sono opera di: Paolo Guidotti Borghese (1610) allegoria "Felicitas aeterna"; Domenico Zampieri detto il Domenichino (1609) "Historia di Diana"; Francesco Albani (1609 - Galleria) "Concilio degli Dei" e "Caduta di Fetonte".

Ultimata la visita al palazzo, si può accedere, per l'apposito passaggio interno, ai giardini di cui si è potuto già ammirare, dagli archi del loggiato, lo scenario magnifico con le scale ellissoidali tra le verdi spalliere e lo sfondo delle alte e secolari piante del parco. Esso si compone di lunghi e ombrosi viali di alberi ad alto fasto come lecci, abeti, faggi, querce e castagni tipici della macchia mediterranea. In fondo al viale principale domina il casino di caccia detto "La Rocca" perché riproduceva nelle sue linee architettoniche una parte dello stemma Giustiniani.

Piazza Umberto I

E' la principale piazza del paese; essa esisteva già dal tempo degli Anguillara. L'attuale forma quadrangolare è il risultato delle trasformazioni urbanistiche iniziate nel '600 e terminate nell'800. Il lato Est è occupato da palazzetti settecenteschi di pregevole fattura, uno di questi è sede comunale. Nel lato Nord troviamo la facciata della chiesa parrocchiale risalente al XVIII secolo, essa è frutto di restauri operati sull'originale facciata romanica, di cui rimane il campanile tagliato alla sommità. Il lato Ovest è dominato dalla facciata principale del palazzo Giustiniani-Odescalchi. Essa presenta il portale di ingresso in peperino incorniciato da due lesene portanti un architrave che è un rifacimento degli ordini classici risalenti al tardo cinquecento. La parte sottostante l'architrave porta scolpite due anguille incrociate interposte da una rosa, simboli dello stemma degli Anguillara.

Sempre sulla facciata notiamo quattro busti virili, individuati dalla tradizione popolare come le quattro stagioni. La loro collocazione risale al '600, di questa epoca sono il busto e il basamento in peperino mentre le teste in marmo sono di epoca romana (II sec. d.C. età Antonina).

Al centro della piazza è posta una fontana del sec. XIX. Su un piedistallo circolare poggia la vasca in travertino a forma di croce greca. Al centro è giustapposta una colonna, slargata alla base, sostenente una vasca con bordo ondulato su due livelli in ghisa.

Il lato Sud (lato d'accesso alla piazza tramite una rampa pedonale proveniente dal portale bugnato del palazzo) è aperto sul verde paesaggio dei boschi che circondano il paese.

Chiesa Parrocchiale Maria Santissima Assunta

Sorge su una preesistente chiesa romanica della quale rimane ben poco. L'interno a navata unica con volta a botte riproduce lo schema della chiesa del Gesù di Roma a croce latina. La decorazione frutto di un recente restauro che ha nascosto i resti della decorazione settecentesca, presenta motivi neo-barocchi. Gli altari presentano una prospettiva con colonne e timpani a finto marmo (sec. XVIII). Le tele degli altari sono di pregevole scuola settecentesca con originali cornici in legno dorato. In una cappella è posta una statua lignea raffigurante una "Madonna con Bambino" databile al XVI secolo. Da notare l'organo settecentesco.

 

Via Maria Giustiniani

È l'antica via di collegamento fra le due porte del paese che racchiudono i due castelli, uno del feudatario e l'altro della comunità.

È fiancheggiata da abitazioni e palazzetti rinascimentali. Da notare i caratteristici balconcini sempre fioriti e le immagini votive attaccate al muro. Tutto ciò dona a questa via e ai suoi vicoli un'atmosfera rarefatta che sembra essersi fermata nel tempo. A metà di via Maria Giustiniani sulla destra (per chi viene dalla piazza) si trova un oratorio appartenente all'antica confraternita della Rossa così chiamata per il colore della tunica che i fratelli indossavano durante le funzioni religiose. E un'associazione laica risalente al medioevo, tutt'oggi presente nella processione del Venerdì Santo. L'interno dell'oratorio presenta un altare barocco con stucchi in cattivo stato di conservazione, oggi è adibito a deposito per i paramenti sacri che vengono usati nelle processioni annuali.

Palazzo Savelli - Palazzo Pretoriale

Entrando nel paese dalla parte Est sulla destra in un lato dell'antica piazza del mercato si apre la porta d'accesso al castello pretoriale collegato con il castello Savelli. Splendido esempio classico di comunità feudale, una vera "curtis" creata come tale e come tale ancora oggi vivente nel quadro di un'economia curtense. Conserva ancora alcune istituzioni della sua antica economia: il palazzo pretoriale con i suoi magazzini e depositi, il forno per la panificazione, la fontana pubblica, il carcere maschile e il carcere femminile separati fra loro, le cantine.

Davanti al palazzo Savelli si apre la piccola piazza triangolare circondata da cassette a tre piani con scale interne in peperino con fronte breve (6 m. ca.). Tale piazza presenta due entrate: una dalla parte del castello Savelli e l'altra lungo la via Maria Giustiniani, ambedue gli accessi sono protetti da torri angolari. Il castello, oggi abitazione privata, pur nel suo frazionamento, conserva ancora pregevoli elementi architettonici del secolo XVI. Tutte le porte presentano stipiti profilati e sagomati in peperino il cui motivo prosegue lungo la sovrastante incorniciatura, al centro della quale è riprodotto uno stemma ovale a cartoccio con motivi a nappo. L'ovale ha sulla destra riprodotta una biscia o anguilla con collarini lungo il corpo e bocca divaricata, sulla sinistra in alto una stella a sette punte. Lo stemma si attribuisce alla famiglia Savelli Ramo Anguillara.

Chiesa di S. Filippo Neri e il Borgo

Uscendo da via Maria Giustiniani ci inoltriamo in via Borgo San Filippo Neri così chiamato dalla Chiesa intitolata a questo santo. Il borgo presenta una tipologia a schiera di abitazioni con caratteri uniformi (sec. XVII). La via termina con la chiesa di San Filippo Neri iniziata dal cardinale Benedetto Giustiniani nel 1635. L'alto prelato ne volle la costruzione per onorare il santo al quale era particolarmente devoto, lui stesso ne aveva proposto al pontefice la canonizzazione. L'interno di semplice fattura, a navata unica, presenta un controsoffitto ligneo sul quale vi è dipinto il trionfo del santo. Sovrastano nei quattro altari le tele (sec. XVII) che sono copie di opere di Guido Reni. L'altare maggiore oggi conserva la veneranda immagine della Madonna della Pietà, alla quale la popolazione dedica, nella domenica dell'Ascensione, due affollatissime e suggestive processioni, (una la sera della vigilia, e una la domenica mattina). Alla processione partecipano solo gli uomini vestiti di bianco con al petto l'immagine della Vergine e recanti nella mano un cero acceso. Le donne seguono la processione, alcune di loro a piedi nudi o per ricevere la grazia o perché già ricevuta. 

 

Chiesa di S. Giovanni

Dopo il ponte delle Vaschie, uscendo dal centro storico, sulla sinistra in via della Stazione troviamo la chiesa di San Giovanni, piccola costruzione a tre navate, ricca di affreschi bizantini illustranti scene del Vecchio Testamento e della Passione di Cristo con una splendida Crocifissione destinata a scomparire se non si attueranno urgenti restauri. Gran parte degli affreschi sono stati coperti recentemente da tinteggiature improvvisate. Cronologicamente è la chiesa più antica del paese, oggi proprietà privata non visitabile è adibita a magazzino.

 

Chiesa di S. Gratiliano Martire

Dista circa 1 km. dal centro storico. Un tempo era situata in aperta campagna, oggi raggiunta dalla nuova espansione urbanistica del paese. Trattasi di una chiesetta risalente al XVI secolo, a navata unica, con un'abside semicircolare. Recenti lavori di restauro hanno riportato alla luce, nell'abside, resti di affreschi rappresentanti il santo su uno sfondo agreste sormontato dal trionfo della Vergine con Angeli. Sempre nell'abside, sopra l'altare, è posta una tela del santo che regge nella mano sinistra il paese di Bassano (tela sec. XVII). Ai lati dell'abside notiamo degli affreschi illustranti la vita e il martirio del santo di mediocre scuola.

San Gratiliano viene festeggiato il 12 agosto data del martirio che subì a Faleria (VT) sotto l'imperatore Claudio. La tradizione vuole che nel 1437, mentre la reliquia della testa del santo veniva trasportata da Civita Castellana a Sutri, la stesa uscì dalla cassetta che la conteneva e venne a fermarsi sul luogo ove fu edificata la chiesa. Ora la testa del santo, avvolta in un busto di argento di epoca settecentesca, è custodita all'interno della chiesa parrocchiale insieme alle reliquie di San Luciano con il quale condivide il patronato del paese.

A circa 500 m. da San Gratiliano si erge sulla sommità di un colle la chiesa di San Vincenzo Martire. Fu fatta edificare per volere del marchese Vincenzo Giustiniani nel 1620 e fu terminata nel 1650. La data di inizio si ricava da un documento, conservato nell'archivio Odescalchi a Bassano, che è la "patente" del vescovo di Sutri che autorizza la costruzione di una chiesa intitolata a San Vincenzo. I lavori proseguirono fino alla morte del marchese avvenuta nel 1638. Nel suo testamento è contenuta una clausola per terminare la costruzione della chiesa; dunque nonostante la data 1630 incisa nell'architrave della facciata, la chiesa alla morte del marchese, non era ancora completamente finita. L'interno è a croce latina, la copertura è a botte sulla Navata e sul transetto, a cupola nel vano centrale. La cupola a calotta semplice, a profilo semicircolare, si incastra con assoluta purezza di linee sugli arconi alleggeriti da un sottilissimo archivolto ed è solcata all'interno da larghe nervature di lieve aggetto. Entrando nella chiesa si rimane veramente colpiti dalla sobrietà dell'insieme e dalla coerenza di tutto l'organismo.

La facciata nelle sue linee generali ricorda la facciata delle chiese di Santa Caterina dei Funari, San Girolamo degli Schiavoni, Sant'Atanasio dei Greci a Roma, attribuite a Giacomo della Porta e al Maderno. I due campanili laterali che incorniciano la cupola ricordano i campanili progettati dal Maderno per la facciata di San Pietro e i demoliti campanili del Pantheon del Borromini. Il rapporto geometrico dei volumi della cupola, dei campanili sono calcolati indubbiamente per una visione da lontano. Questo è naturale se si pensa alla posizione isolata dell'edificio e all'altura su cui sorge che domina tutta la campagna circostante. La chiesa fu visitata da papa Innocenzo X e da Pio VI. Essa fu donata nel 1940 dal principe Innocenzo Odescalchi ai padri Benedettini Silvestrine che tutt'ora ne sono i proprietari.

Chiesa di S. Maria dei Monti

Trattasi di una piccola chiesa campestre risalente al XV secolo. Dista circa 2 km. dal centro storico, è situata lungo l'antica via medievale che collegava Bassano ad Oriolo. La chiesa probabilmente fu costruita affinché la Vergine dei monti proteggesse le messi della comunità. L'interno presenta resti di affreschi rappresentanti due nobili personaggi. La loro nobiltà è rivelata dai lineamenti e dagli abiti di fine fattura; essi sono i probabili committenti. Nell'abside resta un affresco di "Madonna con Bambino".

La sua felice posizione offre allo sguardo un panorama che non ha confronti: l'occhio spazia dai monti della Tolfa ai Cimini, fino al gruppo del Terminillo.

Ponte delle Vaschie 

Il ponte delle Vaschie fu fatto costruire da Vincenzo Giustiniani (sec. XVII) per collegare più comodamente il palazzo alla chiesa di San Vincenzo e all'annesso borgo rurale. Su un parapetto del ponte si trova un'edicola sacra contenente l'immagine di una "Madonna con Bambino" su maiolica dipinta. La Vergine è rappresentata sotto forma di una giovane dai lineamenti classici, indossa una tunica violacea con manto azzurro, copricapo verde, volto color bianco e giallo oro. Il Bambino sulla sinistra nudo, è parzialmente ricoperto da un lenzuolo celeste chiaro e solleva in alto la mano destra. Sullo sfondo bianco e azzurro, paesaggio agreste. In basso a sinistra si legge: "Io Bartolomeo Terchi in Bassano feci 1739". Sotto l'edicola troviamo murato lo stemma della famiglia Giustiniani. Esso è sormontato da una corona palatina, a forma di scudo ovoidale con bordi rientranti e volute, reca nella parte superiore, divisa da un listello, un'aquila ad ali spiegate con il capo sormontato da una corona, nel campo inferiore posto sopra una base rocciosa un castello merlato con un altro portale in basso, due finestre ai lati e tre torri in alto.

 

S. Giovanni Apollo

In località "Valle Petrana" a Nord-Est dal paese a circa 2 km, su un roccione tufaceo sorgono i resti di una villa romana con criptoportico. I resti degli ambienti riportati alla luce sono oggi adibiti a casale. Sulle pareti a strapiombo del roccione tufaceo si notano numerose tombe a nicchia; da esse sgorga una sorgente d'acqua salubre che si raccoglie in un antico vascone scavato nella parete di tufo. A destra della sorgente coperto da una folta vegetazione si trova l'entrata di un ipogeo etrusco che si inoltra per circa 30-40 m. poi franata. L'ipogeo era una probabile sede di riti religiosi votati al dio Apollo come ricorda il nome dato dalla tradizione popolare al complesso archeologico. Sulla stessa parete sorge anche un'edicola con affresco bizantino raffigurante San Giovanni. Durante lavori di aratura sono stati trovati i resti di una strada basolata che collegava questo santuario etrusco-romano con il centro archeologico di Sutri.

 

Abitato di Valle Nobile

In località Valle Nobile a circa 5 km. a Sud-Ovest del paese lungo la provinciale per Oriolo sorge su un pianoro tufaceo situato sulla confluenza tra il Mignone e il torrente fonte Grillo un insediamento medievale. Il "castrum" era protetto da due fossati naturali e fortificato da mura. Nelle discariche dell'abitato, lungo i costoni, sono stati rinvenuti materiali della tarda età del bronzo testimonianza di un insediamento di tale epoca. Il luogo medievale è individuato da toponimi moderni come Castello Barbarossa o Castellaccio. Oggi sono visibili i resti di abitazioni ipogei e i depositi di vivande a cisterna. A circa 30 m. dal castro possiamo osservare il basolato dell'antico diverticolo che dalla via Claudia portava sulla via Cassia e da questa ai monti Cimini.

 

( tratto dal sito http://www.comunebassanoromano.it/ )

 

 

 

 

 

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