COSA VEDERE A BAGNAIA (Viterbo)

 

 

Bagnaia di dentro

Il castello è sorto dopo il periodo della dominazione Longobarda (963), quando gli abitanti dei villaggi vicini cercavano rifugio dalle incursioni dei saraceni. A quel tempo
il borgo si chiamava "Bangaria" (nome forse d’origine Longobarda) successivamente evolutosi in Balnearia, Bagnaja ed oggi Bagnaia. Si sa che feudatari d’origine tedesca vi esercitarono diritti fino al 1170, anno in cui cedettero ogni loro ragione a Viterbo, costituitasi ormai da tempo in libero comune. Nel 1193 Viterbo, assegnò in dote alla mensa vescovile il castello e le terre dipendenti, con la sola limitazione che i vescovi non avrebbero potuto né vendere né fortificare il castello senza il consenso della città. La giurisdizione di Bagnaia rimase ai vescovi fino al 1587 quando fu ceduta alla camera apostolica, per l’esenzione da ogni diritto camerale sulle tenute dell’altra diocesi unita di Tuscania. Il 12 settembre 1870 Bagnaia entrò a far parte del regno d’Italia, e rimase comune autonomo fino al 1927, quando s’integrò con quello di Viterbo, divenuto capoluogo di provincia. Il borgo, come la maggior parte delle roccaforti d’origine antica della provincia di Viterbo, è stato costruito sopra uno sperone di peperino. L’accesso al Borgo è consentito da un’unica porta, che si apre sulla piazza principale (Piazza XX Settembre) che funge da raccordo tra la parte medioevale e quella rinascimentale del paese. Il Borgo conserva ancora una parte della cinta muraria, con la torre circolare ornata da merli, ed una bassa torretta quadrata sulla quale si trova una vecchia meridiana e la campana della "Madonna della Porta". L’accesso attuale al Borgo fu fatto edificare nel 1541 dal cardinale Nicolò Ridolfi, perché l’ingresso dalla parte di S.Stefano risultava scomodo, in quanto nel 1538 aveva fatto costruire una strada diretta da Bagnaia a Viterbo per cui doveva compiere un ampio giro. Ai lati della porta si trovano due piccole chiese dette "Madonna della Porta" e "Madonna del Rosario" entrambe del XVI secolo. La pianta dell’abitato medioevale è costituita da una via che ne percorre tutto il perimetro, e da due vie parallele che la attraversano, collegate tra loro da brevi vicoli trasversali; ci sono anche due piccole piazze, "Piazza Castello" con la facciata del Palazzetto Vescovile, utilizzato dai prelati nei loro soggiorni, prima della costituzione della Villa, e "Piazza Padella". Il nucleo si compone da piccole case in peperino e tufo, che con gli anni hanno assunto un colore nerastro, accentuato dal fatto che il sole fatica a far capolino nei tortuosi e stretti vicoli. Bagnaia è un centro agricolo e turistico, situato a 4Km da Viterbo, sulla strada che conduce ad Orte, è composto da circa 5.000 abitanti; percorsa in passato da centinaia di migliaia di pellegrini, mercanti, cavalieri ed eserciti in viaggio da tutta Europa per giungere a Roma.

Bagnaia di fuori

La parte rinascimentale ha un aspetto molto più razionale e geometrico; dalla piazza XX Settembre (Maggiore o "di fori") si dipartono tre strade che, dalla porta di castello, vanno verso sud: via Giambologna (del Barco), via Zuccari (Romana), e via Gambara che, lasciando ad oriente la contrada "Casarum", porta verso Soriano. Quest’ultima, nel tratto che scende verso il fosso, è detta dello "Oempidoro". Uscendo della porta e costeggiando le mura a sinistra, ci troviamo in via del Pisciarello, dove sulla destra c’è un grosso lavatoio molto usato fino a pochi anni fa, e sulla sinistra i ruderi di un edificio che ha ospitato fino al 1744 una conceria di pellami, ed in seguito una fabbrica di fiammiferi "furminanti", che ha cessato la sua attività a causa di un incendio. Sempre uscendo dalla porta di castello, verso destra, in direzione di Viterbo, c’è la strada detta in passato "della Madonna della Cerqua"; superato il ponte, sulla destra, un po’ al di sotto del livello della strada, si trova il tempietto di San Rocco, fatto costruire nel 1569 della confraternita di San Rocco, la sua posizione, sfalsata rispetto al livello della strada, è dovuta al fatto che il ponte, in epoca successiva, è stato sistemato per rendere più agevole il passaggio. Nel luglio del 1559 il Comune di Bagnaia dispose l’allargamento e la sistemazione della Piazza Maggiore, mettendo in piano lo spiazzo intorno alla fontana situata sul lato sinistro uscendo dalla porta del borgo. La decisione comunale venne rimessa a giudizio di Tommaso Ghinucci, il quale, il 13 febbraio 1567, consegnò al comune due progetti "sopra la piazza e le strade dov’è possibile fabbricare". Uno dei consiglieri comunali propose che si eseguisse il progetto, ma non si facesse la strada di mezzo, verso la chiesa di San Sebastiano: tale vicoletto cieco, intitolato al Cardinal Peretti , posto tra "Via di mezzo" (oggi Giambologna) e "Via dei Condotti" (oggi Via Zuccari), un tempo finiva a nord con l’incrociare un altro vicolo , assumendo così la forma di croce di S. Antonio Abate, che è a forma di T. La stanghetta superiore univa il vicinato di "Mezzo" con via dei condotti all’altezza del vicoletto che ancora oggi esiste e che, nascendo dell’odierna via Iacopo Barozzi (già via Pallacorda, poi del Gioco), porta a via Giambologna. Nella piazza Maggiore vi sono due chiese, quella principale di S. Giovanni, e quella di S. Antonio, entrambe costruite negli ultimi anni del XVI secolo; la prima è la più grande ed anche la più ricca di ornamenti. E’ costituita da un’unica navata, ai lati vi sono delle cappelle con le statue dei Santi e della Madonna, vi è un altare di marmo con tabernacolo e crocifisso; nella parte posteriore c’è una sacrestia ed una porta che dà sul ponte.

Villa lante

L’ingresso alla Villa è da via Jacopo Barozzi. Superato il portone, prepotentemente bella, si presenta la Fontana del Pegaso, il cavallo alato che a colpi di zoccolo fa sgorgare l’acqua dalla roccia. Dall’alto Muse e Grazie, in semicerchio, soffiano acqua nel laghetto mentre quattro Nereidi la spruzzano verso l’alto, in gara con Pegaso. La gradinata a sinistra di questa fontana porta al "Giardino all’Italiana"; lo stradone a destra, conduce al "Parco". Il Parco è una selva di elci secolari enormi. All’ombra d’essi si nascondono numerose fontane. E’ comunque interessante ricercare nel folto del Parco:

• Il Conservone, grande vasca di raccolta e di distribuzione d’acqua, creata al tempo del Cardinal Ridolfi;

• La Fontana dei Leoncini, deliziosa opera di peperino voluta dal Cardinal Montalto;

• Il Casino di Caccia eretto nel "Barco" al tempo del vescovo di Viterbo Ottaviano Riario;

• La Neviera o Pozzo della Neve voluta dal Cardinal Montalto, ghiotto di bevande ghiacciate tanto da morirne.

 

 (tratto dal sito http://www.bagnaia.vt.it/ )

 

 

 

 

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