COSA VEDERE AD ARTENA  (Roma)

 

Palazzo Borghese

Costruito nel secolo XIII dai Conti di Segni, come residenza di famiglia, venne completamente riedificato dopo la distruzione del 1557 dai Colonna. Si deve, pero, al Cardinale Scipione Borghese l'ingrandimento e la definitiva sistemazione del palazzo, a tal punto da farne un complesso monumentale.
Il Cardinale, nipote di Paolo V, valendosi dell'opera di uno dei piu' noti architetti della Roma del seicento, l'olandese Giovanni Van Zantem, meglio conosciuto come Vasanzio, riusci' nell'opera di riunire i due complessi abitativi che caratterizzavano l'architettura originaria del Palazzo. Il Vasanzio, inoltre, vi aggiunse altri appartamenti e altre officine, logge e tre scale distinte che conducevano nei diversi locali.
All'interno del complesso si trovano affreschi di Paolo Brill, strutture architettoniche proprio del Vasanzio, lavori in legno del Soria, sculture dei migliori artisti della Roma seicentesca, tra cui una testa di Medusa, che assomiglia straordinariamente a "l'anima dannata" del Bernini.
Il Palazzo e' oggi residenza degli eredi Borghese, e puo' essere visitato solo dopo autorizzazione degli stessi.

 

L'Osteria

Ai piedi dell'erta che porta al Centro Storico, il Cardinale Borghese, fece realizzare l'Osteria, definita come una delle "piu' belle e singolari costruzioni che siano nel distretto di Roma". L'edificio ha numerose stanze e sale a piu' piani, circondati da corridoi che formano logge ed arredi.
La grande costruzione fino alla meta' del XIX secolo serviva come stazione ed albergo per tutti quelli che venivano da Napoli e viceversa.
La facciata principale dell'Osteria (divenuta Asilo delle Suore dal 1883), e' veramente suggestiva con tutti quegli archi aperti nel corridoio superiore e nel pianterreno tutti fatti ad ottangolo.

Chiesa di S. Maria delle Letizie

Non si conosce l'atto di nascita di questa chiesa, ma sembra che la sua fondazione risalga al tempo delle invasioni barbariche, quando gli antichissimi abitanti della pianura, sfuggendo alle incursioni che vanno dal VI all' VIII secolo, si rifugiarono sopra il monte e vi costruirono le prime abitazioni.
Di semplicissima struttura, è lunga 22 metri e larga 12. In una cappella laterale, vi è la statua della Madonna delle Grazie, molto onorata dagli artenesi.
Borbandata nel gennaio 1944, è stata ultimamente restaurata, rispettando la struttura originaria.

 

 

Chiesa di S. Croce

Ricostruita nel 1659 dal Principe Giovan Battista Borghese sulla chiesa preesistente, di cui non si conosce la data di costruzione (con molta probabilità, però, è riconducibile al XIII secolo), è una delle chiese più rappresentative della città, posta in posizione dominante, alla sommità dell'abitato.
Di stile barocco, è opera dell'architetto Domenico Terzago; è lunga 26,5 metri e larga 11,5. Oltre all'altare maggiore, conta sei cappelle. La facciata principale, che guarda a nord, si presenta maestosa grazie alla presenza di due campanili a torre.

 

 

Chiesa di S. Stefano Protomartire

Posta a metà paese, non si conosce la data di fondazione; tuttavia dallo stile del campanile, con le sue eleganti bifore, si può ritenere che risalga al XIII secolo. Dopo un incendio, avvenuto nel 1557, e il suo successivo abbandono, fu restaurata da Camilla Orsini Borghese, moglie di Marcantonio Borghese: cosi si spiega l' inopportuna facciata seicentesca, estremamente dissonante con il campanile medioevale.

 

 

 

 

 

Chiesa del Rosario

Situata all'inizio del Borgo, la sua costruzione è dovuta alla volontà di Orinzia Colonna. Iniziata verso il 1586, venne consacrata nel 1591. Si ritiene che sia stata fondata sulle rovine di un antico edificio; è a croce latina, lunga mt. 24,5 e larga mt. 12,30, con 11 altari adornati da pitture del XVII secolo. Sull'altare maggiore vi è il quadro della Vergine del Rosario, risalente al XVI secolo, ultimamente restaurato. Interessanti sono anche i quadri dedicati a S. Francesco d'Assisi di Orazio Zecca, pittore artenese del XVII secolo, e la statua in legno di S. Maria Maddalena.

 

 

Convento S. Maria di Gesù

Costruito alle pendici del monte Foresta nell'ottobre 1629 per volontà del Cardinale Scipione Borghese, è una delle principali chiese di Artena.
E' composto di un vero e proprio, riservato ai frati francescani, e di una chiesa, entrambi opera del Sorìa. La chiesa è lunga mt. 34 e larga mt. 22. Ha cinque altari, quello maggiore rappresenta il S.S. Nome di Gesù, la Beata Vergine e S. Anna, probabilmente del Manenti, a cui sono attribuiti altri quadri posti come ornamento di rispettivi altari, quello di S. Antonio Abate e S. Antonio da Padova e quello di S. Chiara e S. Elisabetta di Portogallo. Interessante è anche il coro in noce, posto dietro l'altare maggiore, cosi pure la sagrestia; inoltre il quadro del Crocefisso dietro l'altare maggiore, opera di Padre Bernardo da Digione.
La Chiesa è l'unica dotata, in Artena di un organo a canne.
Il convento fu sede di due scuole, una di teologia per i religiosi, e l'altra di filosofia per i secolari. Rilevante è la presenza di una ricca biblioteca, fondata dal teologo e filosofo Padre Gerolamo da Montefortino.
Caratteristico è anche il chiostro, riquadrato con sette archi per ogni lato e decorato nelle nicchie da pitture risalenti al 1640.
Al centro si trova una grande cisterna e intorno ad essa un giardino ornamentale.

 

 

( tratto dal sito http://www.artena.wli.it/ )

 

 

 

 

 

 

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