COSA VISITARE AD ALLUMIERE (Roma)

 

Il Museo Civico

Il museo Civico di Allumiere, che ha sede nel Palazzo della Reverenda Camera Apostolica (XVI sec.) nel centro storico di Allumiere, è stato fondato da Odoardo Toti nel 1956 ed espone reperti che testimoniano le tracce lasciate dall’uomo in questo territorio dal Paleolitico ai giorni nostri.
Ad esso fanno parte anche siti esterni, costituiti da aree archeologiche, naturalistiche e didattiche tutti raggiungibili con itinerari guidati.

Oggi rinnovato nell’organigramma scientifico e nei criteri espositivi, intende porsi come Museo dell’Ambiente e come Centro per la Documentazione del Patrimonio Preistorico e Naturalistico del complesso Tolfetano-Cerite.

Si mette cosi in luce, con intenti didattici e senza perdere il contatto con il rigore della ricerca scientifica, la stretta correlazione tra l’uomo e la realtà che lo ha sempre circondato in questo incantevole microcosmo.

La documentazione archeologica, faunistica, floreale, mineraria e paleontologica è corredata da descrizioni, ricostruzioni e illustrazioni, semplici ma capaci di far comprendere ai visitatori, non specialisti, quanto l’uomo abbia utilizzato le risorse locali e quanto abbia influito sulle trasformazioni dell’ambiente dei Monti della Tolfa.

In complesso il Museo ha in inventario 4000 reperti dei quali 1500 in esposizione, è dotato di un laboratorio fotografico, di dispositivi audio-visivi in ogni sezione e di laboratori didattici che consentono alle scolaresche un approccio con l'archeologia sperimentale con tutte le fasi di scavi, catalogazione e restauro e la conoscenza della natura.

Pubblica un notiziario, coordina e organizza giornate di studio e corsi, è capostipite della tutela e della valorizzazione archeologica e naturalistica del territorio dei Monti della Tolfa ed a questo scopo usufruisce della consulenza e della collaborazione del Dipartimento di Scienze delle Terra e del Museo di Geologia dell'università di Roma La Sapienza.

Il museo offre su prenotazione visite guidate nel territorio e attività didattiche. Dispone di un bookshop per la vendita di pubblicazioni, minerali, riproduzioni di ceramiche e gadget.

Le cave di allume
L' itinerario delle cave di allume (sec. XV-XIX) si sviluppa attraverso località di interesse archeologico e naturalistico tra boschi di castagni e faggi.
Con questo itinerario si può raggiungere il villaggio dell'età del bronzo dell'Elceto sorto vicino al bacino minerario metallifero.
I sentieri delle cave possono essere integrati con la visita alle sale del museo civico di Allumiere che illustra attraverso pannelli, plastici e ricostruzioni, alcuni aspetti dell'archeologia industriale del comprensorio, le tecniche di estrazione mineraria e la storia delle miniere di alunite dislocate lungo i percorsi.

La Tolfaccia
Nell'itinerario della Tolfaccia è possibile raggiungere la villa romana della Fontanaccia, un vasto complesso edilizio con terrazze degradanti sul versante del monte Tolfaccia, costituito da una parte rustica e una residenziale. L'itinerario continua con la visita alla presenza medievale di questa zona, testimoniata dai resti sulle pendici del Monte Tolfoccia, di uno dei più importanti abitati della zona "Tolfa Nuova" distrutta nella seconda metà del XV secolo.
E' anche visibile la ricostruzione sperimentale di un villaggio etrusco, in un paesaggio di boschi e pascoli aperto alla vista del mar Tirreno.

La miniera dei "romani"
La miniera dei "romani", situata in un incantevole paesaggio, rappresenta una delle tante testimonianza dello sfruttamento minerario di questi luoghi in età antica. Si tratta di una miniera, realizzata con tecniche di scavo a mano e sfruttata fino al XVIII secolo per l'estrazione di solfuri di piombo. Durante i lavori di restauro, ancora oggi in corso, nella sua fitta rete di gallerie, sono state rinvenute una grande varietà di minerali.

L'Eremo della Trinità


E' probabilmente il più antico insediamento monastico del territorio costruito forse sulla fondamenta di una villa romana o di una vecchia chiesa (il primo documento del cenobio risale al 1243). La tradizione popolare indica l'Eremo della Trinità de Centumcellis, il luogo ove Agostino (Sant'Agostino) sarebbe stato ospitato dai monaci, tra il 387 ed il 388 d.C. Il santuario sopravisse sino al 1656 anno in cui fu soppresso dal Papa Alessandro VII. Fu ristrutturato all'epoca della scoperta dell'allume e nuovamente abbandonato nel 1818.
E' stato recentemente ristrutturato.

 

Chiesa di Santa Maria Assunta

Sulla destra del palazzo si trova la chiesa camerale, dedicata a Maria Assunta, la cui costruzione, in luogo di una piccola cappella, fu voluta nel 1608 dagli Olgiati. Costituita parrocchia nel 1752, la chiesa nel 1857 fu arricchita delle due navate laterali.

Santuario della Madonna delle Grazie


Sovrasta Allumiere il santuario della Madonna delle Grazie, sorto sul luogo di una delle numerose cappelle dedicate alla Vergine costruite tra Quattro e Cinquecento nei pressi delle miniere di allume. Affidata nel 1650 ai Servi di Maria, custodi della chiesa di Cibona, entro il 1710 fu edificata la chiesa e ll'annesso convento. Acquistato a metà delll'Ottocento dal Comune di Allumiere, ll'eremo è stato più volte ristrutturato e ampliato a partire dal 1954 fino a divenire Santuario diocesano.

Chiesa della Madonna di Cibona

Lungo la strada per Tolfa, in località La Bianca, si trovano le rovine della chiesa della Madonna di Cibona (cfr. Itinerario Abbazie e chiese I), costruita in seguito a un miracolo avvenuto in una piccola cappella eretta da Agostino Chigi. Secondo la tradizione ll'immagine della Madonna, affrescata alll'interno delll'edificio colpita al volto da un dissacratore, che insieme a dei compagni aveva giocato a carte sulll'altare, sanguinò dal sopracciglio sinistro. Grazie alll'intervento dei cardinali Pallotta e Sacchetti la chiesa fu realizzata alll'inizio del Seicento dalll'architetto Domenico Castelli. Nel 1647, al termine dei lavori, ll'immagine miracolosa fu staccata e trasportata nella nuova costruzione. La chiesa e il convento adiacente, affidato alll'ordine dei Servi di Maria, furono saccheggiati delll'esercito francese nel 1799. Gli edifici, abbandonati dai Serviti nel 1891, versano ora in stato di abbandono. Ll'affresco miracoloso è conservato dal 1937 nella chiesa dei Cappuccini di Tolfa.

 

Il Santuario di Cibona

Il santuario di Cibona sorge in posizione isolata, ai piedi del Monte Urbano, nel mezzo di una faggeta a breve distanza da Allumiere (cfr. itinerario: Il Lago di Bracciano).
Fondato in concomitanza delll'apertura di una cava di allume nei pressi della selva di Cibona, sotto la fonte delll'Ortaccio, il santuario deve la sua origine ad Agostino Chigi, uomo pio e religioso e particolarmente devoto alla Beata Vergine Maria. Il primo luogo sacro sorse, agli inizi del XVI secolo, alla falde della cava, in una piccola nicchia, "di non più che palmi dieci di apertura", dove Agostino Chigi fece dipingere ad affresco ll'immagine della Vergine, che dal nome della selva fu chiamata Madonna di Cibona, con il Bambino e gli apostoli Giacomo e Giovanni.
Nel 1636 il Consiglio generale di Tolfa chiamò a custodire la Madonna di Cibona sette frati del Monte Senario, ordine eremitico sorto nel 1593 come riforma ai Servi di Maria, i quali chiesero ed ottennero la licenza per costruire ll'Eremo e la Chiesa.Domenico Castelli detto "il Fontanino", illustre architetto che per papa Urbano VIII Barberini aveva restaurato la chiesa di Santl'Urbano alla Caffarella, fu chiamato a progettare ll'intero complesso che, per mancanza di spazio, sorse poco al di sopra della nicchia in cui era conservata ll'immagine della Vergine. Questa fu trasferita nella nuova chiesa il 16 giugno 1647, grazie alll'abile intervento del Castelli che, dopo aver progettato il taglio del muro dove ll'affresco era stato conservato, ideò e costruì per il trasferimento una apposita macchina che fu maestosamente addobbata a guisa di trono. Narrano le fonti delll'epoca che lo spostamento fu accompagnato da una solenne processione composta da trentasei persone che per, "riverenza e divozione", vollero essere a piedi nudi, " in quel punto una copiosa salve di mortari si fece udire, ed il numeroso popolo quasi un sol uomo si prostrò genuflesso in preghiera".
Venne persino il coro della Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma, con un complesso di strumenti musicali delll'epoca. Nel 1704 il Capitolo della Patriarcale Basilica Vaticana decise, in virtù della devozione che la sacra immagine riscuoteva in tutto il territorio, ll'incoronazione della Madonna.
 


 

 

( tratto dal sito http://www.allumiere.org/ )

 

 

 

 

 

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