COSA VISITARE AD ALATRI (Roma)

 

Piazza Santa Maria Maggiore 

 

La piazza, anticamente detta del Campo, è il punto di raccordo della città. Essa occupa l'antica area del foro. Al centro della piazza è situata la monumentale fontana Pia, dedicata a Pio IX nel 1870 in segno di gratitudine per la costruzione dell' acquedotto. Dal lato opposto della collegiata di S. Maria Maggiore sorge la Chiesa degli Scolopi, opera tardo barocca con una facciata dallo straordinario effetto scenografico e con un interno a croce greca con terminazione absidale che conferisce al complesso una grande tensione ascensionale. Attiguo alla Chiesa è il Palazzo Conti Gentili, edificato nel 1200 ma varie volte ristrutturato. Del primitivo complesso rimane solo il grande portico. Attualmente il palazzo ospita una ricca biblioteca con testi di storia locale e antiche pergamene

Chiesa di Santa Maria Maggiore 

La chiesa collegiata di S. Maria Maggiore,situata nell'omonima piazza, è il più importante monumento religioso della città. Fu costruita sui ruderi di un tempio pagano nel V secolo e fu più volte abbellita e ampliata in epoca romanica. La definitiva strutturazione è avvenuta nel XIII secolo ad opera di maestri borgognoni, che innestarono sulla pianta romanica elementi gotici d'oltralpe. Questi appaiono nella struttura della facciata, con i tre portali, e nel grande rosone,con un disegno composito rigoroso e che utilizza il motivo trilobo. Alla stessa epoca appartiene il campanile merlato con un doppio ordine di finestre bifore. L'interno è tripartito da una doppia fila di pilastri. La navata maggiore assume notevole slancio grazie alle sue forme ogivali, con la presenza di colonne semicircolari sormontate da originali capitelli del XIII secolo. All'interno della collegiata e' custodito uno dei maggiori capolavori della scultura lignea medievale, la Madonna di Costantinopoli. Il gruppo di sculture, opera di un anonimo artista laziale, è pervaso dall' influsso di modelli bizantini su una matrice romanica. La Vergine, racchiusa in un immobilismo regale ed austero, manifesta una severa impostazione geometrica. Analoghe concezioni si ritrovano nei pannelli laterali:su di essi sono raffigurati dodici episodi della vita di Cristo, secondo una narrazione di natura orientale. Altre importanti opere conservate nella Chiesa sono il Trittico del Redentore, trittico ligneo di Antonio di Alatri di impostazione tardo gotica; il Fonte Battesimale del XIII secolo con il gruppo marmoreo dei tre telamoni e l'affresco della Madonna della Libera. Il dipinto, del XIV secolo, ripropone il modello iconografico della Madonna di Costantinopoli.

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di S. Francesco fu costruita nella seconda metà del XIII secolo da una comunità di frati francescani:la compattezza dell' edificio mostra la sua ispirazione gotica nell' unico portale a sesto acuto e nel sovrastante rosone radiale composto da sedici colonne che racchiudono al loro interno il medesimo motivo della vicina chiesa di S. Maria Maggiore  La linearità dell'esterno si contrappone alla composizione barocca dell'interno: suppellettili lignee e tele molto colorate di scuola napoletana. Rimangono comunque alcuni affreschi medievali di impronta tardo gotica. Nel presbiterio della Chiesa, in un'urna barocca, è contenuto un tessuto medievale. La tradizione riferisce che il tessuto fu donato da S. Francesco nel 1222 durante il suo soggiorno ad Alatri.

 

 

 

 

L'Acropoli

L'acropoli di Alatri, situata sulla sommità della collina cittadina, è una delle meglio conservate opere dell'architettura  pre-romana in Italia. L'opera è caratterizzata da robuste mura poligonali che avvolgono la cima della collina, dando allo spazio sovrastante una forma trapezoidale. Le mura di contenimento sono state edificate, senza fondazioni, sovrapponendo massi calcarei irregolari sulla roccia del colle, e senza l'uso di sostanze cementizie. La costruzione, iniziata probabilmente nel VII secolo a.C. e protrattasi per alcuni decenni, ha svolto la funzione sia di spazio sacro sia di luogo difensivo, ltimo rifugio della popolazione sottostante. Lungo la cinta muraria, ancora oggi quasi intatta, si aprono le due antiche porte d'accesso. Le fonti archeologiche, dopo aver ricostruito il metodo di lavorazione originario, basato sull'uso di cunei di legno bagnati per sfruttarne la dilatazione, hanno classificato l'intera opera megalitica in tre tipologie costruttive:la prima Maniera, con massi rozzi, di dimensioni ridotte e approssimativamente accostati; una seconda Maniera, con costruzione più accurata, dimensioni maggiori e accostamenti più precisi e una terza Maniera, con massi appianati, linee combacianti e con una lavorazione più scrupolosa. Questa distinzione non è di natura cronologica ma va ricollegata alla diversa funzione che le mura avevano e alla diversa visibilità.

La Porta Maggiore e la Porta Minore

La Porta Maggiore, detta di Civita, e' caratterizzata dalla struttura architravata. Essa si apre sul lato meridionale dell'acropoli, ed è formata dalla sovrapposizione di otto macigni culminati da un grandioso architrave  in cui si vedono i segni della porta di chiusura. Sul lato settentrionale si apre la Porta Minore (o dei Falli), formata dall'accostamento di quattro massi sormontati da un'architrave ascensionale che, con l'innesto di altri  monoliti, conduce fino al piano dell' acropoli. Notevole importanza ha il bassorilievo scolpito sulla trabeazione e raffigurante tre figure falliche, testimonianza del culto della fertilità presso le popolazioni erniche. Accanto alla Porta Maggiore si aprono tre "santuari", nicchie che avevano la funzione  di accogliere le statue degli dei tutelari, guardiani aggiunti per la difesa dello spazio sacro. Davanti alla porta minore il censore Lucio Betilieno Varo, nel II secolo a.C., fece erigere un portico d' accesso di cui sono visibili i resti di mura e di colonne e che assicurava un riparato percorso verso l'acropoli.

Basilica di San Paolo

Sulla base di un tempio pagano è sorta intorno al X secolo la cattedrale di S. Paolo, destinata a numerosi rifacimenti culminati con la totale ristrutturazione del 1700. La facciata è opera dell'architetto Jacopo Subleyras e mostra l'influsso delle basiliche romane. L'interno è a croce latina a tre navate e contiene  frammenti marmorei cosmateschi, appartenenti ad un pergamo medievale, e le reliquie del corpo di S. Sisto, patrono della città. La tradizione ci informa che i resti di S. Sisto arrivarono ad Alatri nel 1132 dirette ad Alife, ma nella cittadina ciociara miracolosamente rimaste.

Cinta muraria esterna

Lungo il pendio del colle su cui sorge la città si estende per oltre due chilometri l'impianto esterno delle mura ciclopiche: l'opera è perfettamente inserita sull'ambiente naturale impervio e disconnesso, sebbene il tempo ne abbia in parte compromesso la struttura originaria. La cinta muraria, ulteriormente rafforzata da alti torrioni quadrangolari esterni, si caratterizza per le cinque porte d'accesso, dislocate lungo il perimetro delle mura in corrispondenza delle vie più importanti della città. La più importante di esse è Porta S. Pietro (anticamente detta Bellona): l'ingresso conserva sugli stipiti due antichi bassorilievi di età pre-romana. Sul lato occidentale si aprono Porta S. Francesco e Porta S. Benedetto, imponente con la sua primitiva struttura ad architrave. Gli altri ingressi sono quelli di Porta S. Nicola e Porta Portati, entrambe restaurate nell'Ottocento ma ancora conservanti forme e elementi ciclopici.

Chiesa di San Silvestro

Ubicata nel più antico quartiere della città, questa chiesa, del X secolo, si caratterizza per le spiccate linee romaniche: alla semplicità della facciata si unisce il semplice prospetto interno a due navate irregolari e dal soffitto a capriate lignee. La suggestione del complesso è accresciuta dai numerosi affreschi del XII secolo raffiguranti teorie di Santi e Sante e immagini del Nuovo Testamento. Una breve scala conduce nella cripta risalente al IX secolo, contrassegnata da un perimetro irregolare e da crociere a volta, raccordate da due colonne con antichi capitelli. Sulla parete destra emerge la figura di un Santo benedicente: la figura è forse la più antica della città e mostra forti influssi bizantini.

 

 

 

 

 

 

 

 

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