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PIZZA DI PASQUA DELLA TUSCIA
Dal
2001 sono state incluse nella lista dei prodotti
agroalimentari tradizionali d'Italia, per il loro sapore
impareggiabile, per la genuita' dei prodotti con cui vengono
confezionate, per le ricette 'segrete' con le quali vengono
preparate. Sono le pizze di Pasqua della Tuscia, ritenute
dagli studiosi uno dei prodotti tipici e tradizionali piu'
antichi dell'intera provincia di Viterbo. In quasi tutte le
cucine delle case della Tuscia, fino a qualche decennio fa,
faceva bella mostra di se' un batteria di tegami in rame
stagnato di varie fogge. In genere facevano parte del
patrimonio ereditario, tramandato da madre in figlia. Oltre
ai tegami, le madri tramandavano alle figlie una ricetta
'segreta' per la preparazione delle pizze di Pasqua. La
ricetta era 'segreta' perche' ogni famiglia, negli anni,
aveva messo a punto delle varianti nei dosaggi dei vari
ingredienti che rendevano il prodotto finale sempre diverso
ed unico. Immutabile, invece, la cottura nei tegami di rame
stagnato, appunto, che oltre ad imprimere la tradizionale
forma a panettone sormontato da un cappello a fungo,
conferivano alle pizze un sapore ed un aroma irripetibile.
Attualmente vengono prodotte due diverse tipologie: dolci e
al formaggio. Queste ultime si differenziano dalle prime
perche' fra gli ingredienti viene aggiunto il pecorino, che
da' loro il caratteristico gusto delle torte salate, per cui
vengono consumate preferibilmente insieme con i salumi o con
uova sode nella ''poggiata'' del lunedi' di Pasqua. I
componenti della pizza dolce sono: farina di grano tenero,
uova, zucchero, olio extravergine d'oliva rigorosamente
locale o strutto, scorsa di limone, lievito naturale o di
birra, liquori dolci, cannella, vanillina. I componenti di
quella al formaggio sono: farina di grano tenero, uova,
latte, olio extravergine d'oliva o strutto, lievito naturale
o di birra, pecorino, pepe e sale. Attualmente, dal momento
che la loro preparazione domestica e' piuttosto laboriosa,
solo pochissime famiglie continuano a prepararle in casa.
Tuttavia la tradizione resiste in quanto vengono prodotte in
grande quantita' in vari laboratori artigiani sparsi in
tutta la provincia.
(Fonte Ansa)
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