FAGIOLINA ARSOLANA

 

E' un’antica varietà di fagiolo scampato alla omologazione delle colture commerciali. Si tratta di un vero e proprio “tesoro genetico” come l’hanno definito i ricercatori del Cnr di Porano che si sono occupati del suo recupero all’interno di un programma per la valutazione eco-fisiologica genetica ed agronomica di vari ecotipi locali della nostra Penisola. È il caso della fagiolina arsolana un tempo molto diffusa ad Arsoli, un antico borgo medioevale della valle dell’Aniene vicino a Roma. In questa valle – caratterizzata da un’ecologia pesantemente compromessa a causa delle spopolamento dei piccoli centri – i ricercatori dell’Ibaf-Cnr (Istituto di biologia agroalimentare e forestale) hanno setacciato le coltivazioni locali per individuare le varietà tradizionali e inserirle in un programma di recupero e valorizzazione del territorio. Grazie a un accordo tra l’Ibaf-Cnr e il Comitato Intercomunale di Tutela e Valorizzazione dei Fagioli Tipici della Valle dell’Aniene si cerca di individuare uno sviluppo sostenibile dell’area puntando sulla sua ricca biodiversità in fatto di fagioli, prima fra tutti la fagiolina arsolana, ma anche il fagiolo Regina, il fagiolo di cioncone, il faciolone, le cappellette il romanesco e il pallino.
La fagiolina è di colore bianco dalla forma un po’ tondeggiante. La sua pasta delicata e facilmente digeribile. Se già vi è venuta l’acquolina in bocca non vi resta che fare tappa ad Arsoli a fine agosto, quando si tiene la sagra della fagiolina arsolana con rassegne gastronomiche e varie iniziative Culturali e folcloristiche.

 

(fonte www.buonpernoi.it)

                                                                                                                                                            

                       

 

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