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FAGIOLI DI SUTRI
A Sutri, a partire
dall'inizio del Novecento, infatti, si è sviluppata una
vasta produzione di fagioli, che venivano commercializzati
soprattutto a Roma e Civitavecchia. Il fagiolo di Sutri,
detto anche "Regina", appartiene alla varietà borlotto,
ha dimensioni grandi e un colore bianco crema con
screziature rosse. Dopo la cottura, che dura circa 15
minuti, la buccia del fagiolo diventa particolarmente
tenera. Una proprietà, quest'ultima, determinata dall'acidità
dei terreni della zona, carenti di calcare attivo,
dall'elevata umidità dell'aria e dalle temperature basse,
tipiche delle piccole valli in cui viene coltivato. La
leggenda vuole che Carlo Magno sia stato tra i primi
estimatori del fagiolo di Sutri. L'imperatore, dopo aver
gozzovigliato a lungo durante i festeggiamenti per la sua
incoronazione, venne colpito da un attacco di gotta mentre,
a cavallo, attraversava il territorio di Sutri. Tutti i
tentativi di alleviargli il dolore messi in atto dal suo
seguito fallirono. Alla fine fu trovato un rimedio efficace:
i fagioli di Sutri, appunto. Da allora, Carlo Magno avrebbe
voluto sempre con sé una scorta del prezioso legume.
Nel 1974, per rilanciare il prodotto in declino, è stata
organizzata la prima edizione della sagra. Le ricette
consigliate per gustare appieno il fagiolo di Sutri sono
tre: "Fagioli alla poverina": fagioli lessati e conditi
con olio, sale e pepe ed accompagnati da qualche sottile
fetta di cipolla; "Fagioli alla ghiottona": fagioli
lessati e passati in un soffritto arricchito con prosciutto
e salciccia di maiale affogati in un denso sugo di pomodoro;
"Fagioli alla sutrimna": fagioli in umido con carne di
manzo cotti a fuoco lento.
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