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LA CASTAGNA ROSSA DEL
CICOLANO

La castagna
Rossa del Cicolano si sviluppa lungo la Valle del Salto e
lungo la valle del Turano, nella parte sud orientale detta
provincia in cui è presente la Riserva Naturale dei Monti
Navegna e Cervia, distesa nei Comuni di Varco, Marcetelli
dove si svolge la sagra dedicata, Nespolo, Paganico, Ascrea,
Roccasinibalda, Collegiove e Collalto Sabino. La Rossa ha
una forma rotondeggiante, al cui apice si può trovare la
presenza di tomento (la peluria tipica del frutto) e
presenta generalmente una forma convessa di colore più
chiaro del pericarpo (la parte del frutto che circonda i
semi) che è si solito marrone rossiccio e più scuro dopo la
curatura. E' dotata di una torcia anch'essa tormentosa e una
cicatrice ilare di forma irregolare. Il frutto da esso
prodotto è di colore bianco e croccante, dal sapore delicato
e dolce. Per dare un'idea di quanto ormai la castanicoltura
si sia diffusa, basti pensare che annualmente vengono
prodotte mediamente intorno alle 3.000 tonnellate e che
soltanto nella provincia di Rieti questa produzione occupa
un posto preminente con il 50% dei castagneti da frutto
dell'intera regione, collocandosi a livello produttivo al
secondo posto, dopo la provincia di Viterbo. La castagna
rossa é una delle varietà di maggior pregio di un frutto a
cui, specialmente nel passato, é stato fortemente legata
l'economia della vasta area montana del Cicolano ed in
particolare modo quella di Marcetelli.
Una volta nei castagneti i ragazzi si divertivano un mondo,
perché con le castagne giocavano a "gnoccu" e a "castellittu".
Nel primo gioco le castagne si mettevano allineate, e colui
che tirando con la castagna più grossa ("u gnoccu), da una
distanza di circa 7/8 metri, riusciva a cogliere quelle
cosi' predisposte, prendeva la parte della fila dalla
castagna colpita in avanti. Nel secondo gioco le castagne
venivano sistemate a forma di castelletto, e il tiratore
prendeva tutte quelle che col colpo cadevano.
Per conservare le castagne, per i bisogni immediati, le
famiglie le "scuravano" lasciandole cioé stagionare in
acqua, dentro le bigonce, per circa otto giorni. Le castagne
così trattate ed asciutte, si portavano nella cantine, e per
evitare che marcissero, si rivoltavano 2 volte al giorno, il
mattino e la sera, utilizzando una pala di legno.
(dal sito del Comune di
Marcetelli)
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