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Fino al 3 giugno 2007
La passione di Cristo secondo Bernini a Palazzo Incontro Via dei
Prefetti, 22
A Palazzo
Incontro la mostra “La passione di Cristo secondo Bernini”, uno
dei grandi appuntamenti del programma "Festa di Primavera 2007".
L’esposizione, con ingresso libero, è aperta al pubblico
dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18 - dal 5
aprile al 3 giugno. Lunedì chiuso.
L’evento rappresenta un approfondimento dell’opera del
grande maestro del Barocco italiano Giovan Lorenzo Bernini
(Napoli 1598 - Roma 1681).
A Palazzo Incontro vengono esposte alcune delle
grandi opere del Maestro e i capolavori, alcuni sconosciuti o
comunque meno noti, di artisti a lui contemporanei.
Architetto, pittore, scultore e designer, è l’artista più
rappresentativo del Barocco. Nel corso della carriera utilizza
il suo “belcomposto”, cioè l’unità delle arti, al fine di
esprimere al meglio i valori e i principi del Cattolicesimo. Il
Barocco costituisce per eccellenza l’arte della comunicazione di
massa, l’espressione artistica che con maggiore perspicacia ha
perseguito l’obiettivo di dialogare non solo con i dotti, ma
anche con il popolo.
Il fine è dunque “la persuasione”, convincere la gente comune
che l’unica strada per raggiungere la salvezza eterna sia
seguire la parola di Cristo, cioè i principi del Cattolicesimo.
L’arte barocca vuole rappresentare, quindi, il trionfo e
l’apoteosi del Cristianesimo, la sua affermazione
universale attraverso l’evangelizzazione portata avanti dalla
Chiesa di Roma in tutto il mondo.
Bernini realizza una serie di sculture, dipinti e disegni
dedicati alla figura di Cristo e incentrate sul tema della
Passione. Molte di queste opere avevano una
destinazione privata, ed erano state realizzate dal Maestro per
se stesso, come momento di meditazione e di preghiera.
Dall’Ecce Homo, al tema del crocifissione affrontato in varie
sculture, culminando nel busto del Salvator Mundi recentemente
ritrovato, queste opere illustrano la redenzione dell’umanità
attraverso il sacrificio del Cristo.
Sono capolavori per la prima volta sono esposti in una mostra di
grande impatto emotivo per la loro valenza artistica e
soprattutto spirituale.
Spicca per qualità il drammatico Cristo Patiens dipinto dal
Bernini e lasciato in testamento a papa Innocenzo XI Odescalchi,
rimasto presso la famiglia del Pontefice fino alla fine del
Settecento, poi scomparso e recentemente ritrovato. Uno dei
dipinti più belli ed intensi del Seicento, proviene da una
collezione privata in Inghilterra.
Di grande modernità il Cristo deposto (Galleria Nazionale d’Arte
Antica di Trieste), straordinario dipinto dai toni
espressionisti, di un crudo e tragico realismo che prelude alla
sensibilità contemporanea.
Per la prima volta viene esposto, inoltre, il
Cristo battezzato recentemente riemerso in Francia, dipinto da
Bernini nel 1660, e acquisito dalla collezione Koelliker a
Milano.
Bernini disegna anche una impressionante Allegoria del sangue di
Cristo, dopo aver incaricato il suo allievo Borgognone di
ricavarne un dipinto che espose nella sua camera, di fronte al
letto. La tela in mostra è probabilmente l’opera appartenuta a
Bernini, di cui vengono esposte anche altre due versioni, una
sempre di provenienza Bernini (Museo di Roma) e l’altra
appartenuto al grande studioso del barocco recentemente
scomparso, Maurizio Fagiolo dell’Arco (Ariccia, Palazzo Chigi).
Particolare interesse suscita la visione del Busto del
Salvatore, di cui sino ad oggi erano note solo copie, riscoperto
da Maurizio Fagiolo dell’Arco e Francesco Petrucci in un
monastero romano. Costituisce l’ultima opera del Bernini
lasciata in eredità alla Regina Cristina di Svezia, il suo
testamento spirituale ed artistico.
Vengono presentate in anteprima due
straordinarie sculture in bronzo che costituiscono una
novità negli studi berniniani: un Crocifisso
simile a quello del Monastero de San Lorenzo dell’Escorial,
eseguito da Bernini per Filippo IV nel 1654, forse appartenuto a
papa Alessandro VII Chigi, e un Cristo risorto costituente la
prima prova per la scultura che si trova sopra il Tabernacolo
del Santissimo Sacramento in Vaticano.
Sono presenti in mostra anche dipinti del Baciccio e Borgognone,
sculture di Algardi, Duquesnoy, Ferrata e Maille, seguaci ed
imitatori delle importanti iconografie fissate da Giovan Lorenzo
Bernini.
La mostra è promossa dalla Provincia di Roma ed è organizzata
dal Centro Europeo per il Turismo Cultura e Spettacolo.
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