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FRANCESCO CLEMENTE e IRAN DO ESPIRITO
SANTO
24
Febbraio – 30 aprile
MAXXI - MUSEO NAZIONALE
DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
Via
Guido Reni 2, 00196 Roma
Orari: 11.00-19.00 (chiuso il lunedì),
ingresso: gratuito
Francesco Clemente (Napoli
1952) è uno dei più importanti artisti contemporanei. Ha
recentemente avuto mostre personali al Solomon R.Guggenheim
Museum di New York (2000), alla GalleriaCivica di arte
contemporanea di Trento (2000), al Museo Archeologico di
Napoli (2002), il Rose Art Museum di Brandeis University
(2004) e l’Irish Museum of Modern Art a Dublino (2004). La
sua opera si è sviluppata dagli inizi degli anni settanta
nel segno della figurazione, con particolare interesse ai
temi della spiritualità, del corpo umano - espresso in un’
intensa e significativa serie di autoritratti- e alla
sublimazione del corpo stesso tramite la sessualità. Il suo
studio dell’iconografia indiana, approfonditosi durante
lunghi periodi di residenza in India, ha trovato un luogo di
grande impatto interno alla sua opera, ed è, sin dalla fine
degli anni ’70 metafora e veicolo di trasmissione, di
pensiero, sentimento e fisicità.
La
mostra di Francesco Clemente al MAXXI
presenta opere recenti che affrontano la questione della
spiritualità in una serie di dodici quadri ad alto tenore
simbolico, radicati nell’iconografia indiana (i quadri del
gruppo “Tandoori”), e quattordici pastelli inediti del 2006,
che alludono all’iconografia cristiana.
Iran do Espirito Santo (Mococa,
Sao Paulo, 1963), vive e lavora a San Paolo in Brasile. Di
origine italiana, l’artista è fra i più affermati in Brasile
e in America Latina. Ha rappresentato il Brasile alla 48°
Biennale d’Arte di Venezia e alla 6° Biennale d’Arte di
Istanbul nel 1999. Ha avuto mostre personali al Museo di
Arte Moderna di San Paolo e al Museo di Arte Moderna di Rio
de Janeiro. Recentemente, ha
esposto inoltre a Site 97 a San Diego, al Museo Nazionale
Reina Sofia a Madrid, al Contemporary Arts Center a
Cincinnati e al Museo de Arte Carrello Gil a Città del
Messico.
La
mostra di Iran do Espirito Santo al MAXXI
presenta, nelle varie suite del museo, una serie di
installazioni e sculture che illustrano, in maniera
completa, l’aspetto prettamente psicologico e visivo della
ricerca sulla percezione della realtà compiuta dall’artista
nell’oggi contemporaneo. Questo progetto nasce in
collaborazione con l’Irish Museum of Modern Art di Dublino
che gli dedicherà nel 2006 una personale. Le opere di
Espirito Santo sono in prevalenza sculture, installazioni e
alcune volte dipinti su pareti e quadri. L’artista esplora
spesso nelle sue opere la relazione platonica fra un oggetto
reale e la sua forma ideale e, nel riconoscimento percettivo
dell’incongruenza fra materia e forma da parte dello
spettatore, afferma l’archetipo come precedente alla
cognizione. Se Iran do Espirito Santo può essere considerato
un artista concettuale, la sua ricerca artistica parte però
dall’oggetto e dallo studio della sua composizione e
visibilità. La mostra andrà ad incrementare la presenza
nella collezione del MAXXI dell’artista con due grandi
opere. L’aspetto centrale nei lavori di Iran Do Espirito
Santo è quello dato alla mente umana.
Le
mostre di Francesco Clemente e Iran do Espirito Santo
affrontano il tema della spiritualità nell’arte, mediante
tematiche e tecniche differenti: nel caso di Francesco
Clemente attraverso dipinti e pastelli fortemente densi per
esecuzione e contenuti; nel caso di Iran do Espirito Santo
con opere in cui il tratto saliente è la purezza e la
perfezione formale.
Nel
centenario della nascita di Carlo Mollino il MAXXI ospita
Mollino Fragments, grazie al sostegno e dalla
collaborazione della Triennale di Milano, della DARC e del
Comune di Torino, dal quale ha ricevuto il patrocinio.
La
mostra si articola in cinque container - cinque scrigni di
sei metri per due e mezzo - disposti secondo un percorso
segnato che rimanda alla linee sinuose delle creazioni
molliniane. Immagini, disegni, fotografie e video raccontano
l’eclettica figura di Carlo Mollino.
Frammenti
di materiali, immagini, riflessioni, tratteggiano la
molteplicità dell’architetto, spiegando lo stereotipo, mai
abbandonato di genio e sregolatezza e lasciandone intuire la
sfuggente e complessa poliedricità.
Accanto alle esposizioni parte Arte e Identità virtuale,
il nuovo appuntamento di Net Archives. Internet offre
la possibilità di creare nuove identità, alter ego
virtuali che si adattano al flusso continuo delle
informazioni che viaggiano nello spazio della Rete, il
cyber-spazio. I sei lavori selezionati affrontano aspetti
diversi di questo tema: dall’interpretazione dell’identità
culturale, alla dissoluzione dell’Io in dati informatici,
alla relazione tra personalità e memoria virtuale.
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