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Dal 7 al 23 giugno, a Roma, presso il Complesso del Vittoriano - nella Sala Giubileo - si terrà la mostra monografica dell’artista cinese Chao Ge.


L’ingresso è gratuito. Questi gli orari per i visitatori: tutti i giorni dalle 9,30 alle 19:30. Entrata fino alle ore 18:30

L’esposizione rientra negli oltre seicento eventi organizzati dalla Provincia di Roma per la Festa di Primavera 2006.

Nel tornare al pittore Chao Ge, va detto che l’artista nasce nella Mongolia interna, regione autonoma della Cina ed il suo nome significa “fuoco”. I suoi retaggi culturali e le sue esperienze di vita nei pascoli della Mongolia hanno formato la sua personalità quale osservatore silente ed artista.

Caratteristica dell’artista è quella di toccare l’essenza della materia piuttosto che la sua superficie. Il paesaggio naturale e selvaggio dei pascoli mongoli lo hanno portato ad un’apertura mentale verso un poetico senso di entusiasmo ed un’idealistica passione per la natura e la bellezza.

Nel 2000, un viaggio che tocca dieci paesi europei lo porta a riflettere sulle origini dell’arte europea, sull’arte grecoromana e su quella egiziana,  e a percepire la grandezza semplice ed assoluta dell’arte antica. 
Il suo approccio si modifica: dalla prospettiva personale ed interiorizzata degli anni Novanta passa a una visione della spiritualità umana in generale, dalla pittura ad olio passa alla tempera, che meglio gli permette di ricreare gli effetti dell’affresco. Come lui stesso dice “la mia arte ricerca le caratteristiche dell’arte antica: la capacità di diventare eterna”.

Gli intellettuali cinesi lo definiscono “il pittore intellettuale”, significato che va oltre il mero riconoscimento di artista colto, ma enfatizza il suo valore nel contesto sociale cinese e l’importanza della sua libertà di pensiero scevra da ogni sovracondizionamento.

I suoi ritratti di gente cinese comune non sono manieristiche copie dei tratti somatici di un individuo, ma ritratti di uno stato psicologico, ritratti che urlano al mondo quelle parole che riecheggiano silenziose nel nostro io più intimo e profondo.

Esplorare con lo sguardo i lavori di questo pittore apre la mente alla scoperta di una Cina parallela, a quella Cina affluente e post-moderna della grande città, spostando l’obiettivo su quella parte di Cina a noi quasi sconosciuta, la Mongolia, ed a cui il pittore dedica un immenso atto d’amore.
 


Poichè si potrebbero verificare cambiamenti dei programmi e delle date, annullamenti o rinvii degli eventi si consiglia di verificare l'effettivo rispetto di date e programmi prima di partecipare alle iniziative, informandosi presso i Comuni o gli organizzatori.

 

 

                                   

 

 

 

 

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