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Trama |
Felicia è una ragazza
irlandese sbarcata a Birmingham alla ricerca del suo
fidanzato, ritornato in patria alla ricerca di un lavoro.
Felicia è incinta, suo padre non vuole saperne di quello che
chiama “il figlio del nemico”. Hilditch è un uomo di mezza
età, all’apparenza tranquillo, che vive solo nella bella
casa di famiglia e fa il supervisore della mensa in
un’industria locale. Hilditch è un gourmet nato, affezionato
alla preparazione del cibo e al rituale del pasto. Nella sua
cucina, spesso, troneggia da uno schermo l’immagine di sua
madre, una signora azzimata che negli anni ’50 aveva una
rubrica di cucina sulla BBC. Fin dal primo, bellissimo piano
sequenza con cui Egoyan ci introduce nella casa,
dall’ingresso al “santuario” della cucina, abbiamo la
percezione di un mondo a parte, quasi “congelato” nella
ripetizione di gesti copiati dal passato. E presto, nel
pedinamento quasi impercettibile cui Hilditch sottopone
Felicia, negli incontri spesso sgradevoli della ragazza, nei
rapidi, secchi flashback sull’Irlanda e in quelli sgranati
che tratteggiano in un colpo i rapporti di Hilditch con sua
madre, il disagio prende corpo, fino alla rivelazione (non
inaspettata) della perversione di Hilditch. |